In cima al Duomo per proteggere il cuore

corsa-del-cuoreI medici di tutto il mondo ed in particolare i cardiologi consigliano di fare regolarmente attività fisica per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Ma quanti milanesi seguono questa raccomandazione e hanno un cuore “allenato” (cioè protetto)? E cosa possono fare i medici del Policlinico per incoraggiare donne e uomini di tutte le età ad usare (in senso buono) i loro muscoli?

Undici anni di  “Cuore e Salite  – Le scale del Duomo di Milano e la prevenzione delle malattie
cardiovascolari” hanno fornito qualche dato per rispondere a queste domande. Sabato 28 settembre 2013 si terrà l’undicesima edizione di questa iniziativa promossa dall’Associazione per il Policlinico. Per chi non lo sa, ricordiamo di cosa si tratta. Dal 2003 in occasione della Giornata Mondiale del Cuore (da anni l’ultimo sabato di settembre) medici, tecnici, volontari, studenti, specializzandi del Policlinico, sotto la guida della sua presidentessa Claudia Buccellati, creano un “campo base” all’ingresso del Duomo di Milano e (pioggia o sole) misurano i battiti del cuore e la saturazione di ossigeno del sangue a chi si prepara a salire a piedi sulle terrazze. Dopo i 215 gradini un altro gruppo ripete la misurazione. Chi per salire usa meno del 75% della riserva di battiti che il nostro cuore possiede ha un cuore “allenato”, chi supera il 75% ha un cuore “non allenato”.
Si tratta quindi di un “sondaggio sul comportamento” del cuore dei milanesi (campione casuale di 600-1000 persone) che salgono a piedi le scale per il piacere di visitare il Duomo e di vedere la città.

Dal 2003 al 2012 il numero di cittadini con “cuore allenato” è passato dal 45% al 48% del campione sondato. Donne meno allenate degli uomini (39% contro 61%). Stranieri (USA, Russia, Cina, Giappone, etc.) più allenati degli italiani (58% contro 42%).
“La maggioranza delle persone che salgono le scale del Duomo (55% nel 2003, 52% nel 2012) – dicono gli esperti del Policlinico – non ha un cuore allenato all’esercizio fisico. In dieci anni è però aumentato il numero di ‘allenati’. E’ un buon segno”.

L’Associazione per il Policlinico “ha lanciato l’idea di unire esercizio fisico e cultura (visita ai monumenti verticali). Ci auguriamo – concludono gli specialisti – che l’esempio del Policlinico di Milano si diffonda con vantaggio per la salute del cuore (usare meno battiti) e anche del cervello (vedere cose belle). Un ringraziamento speciale alla Veneranda Fabbrica del Duomo che da più di dieci anni rende possibile la scalata verso la Madonnina, con grande comprensione per ‘le ragioni’ della salute e naturalmente grazie a tutti i cittadini che ci permetteranno di misurare i battiti del loro cuore”.